Unità Pastorale delle Parrocchie in Cisano Bergamasco


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S.te Messe

Unità Pastotale


Parrocchia di S. Zenone

Lunedì: ore 20.00

da Martedì a Venerdì: ore 8.00

Sabato: ore 8.00; ore 17.00

Domenica: ore 8.00; ore 11.00
*; ore 18.00

a
Valbonaga alla domenica ore 9.30

* sospesa da giugno a settembre

Le intenzioni legate alla S.ta Messa


"Quanto costa una Messa?"
"Vorrei una Messa da solo, senza altre intenzioni"
"Posso aggiungere altri nomi alla Messa?"
"Anche se non c'è più posto, non potrebbe fare un'eccezione?"
"Desidero l'intenzione della Messa proprio in quel giorno, perché è l'anniversario"
"Ho pagato e quindi deve dire il nome del mio defunto"
"Ho fatto una buona offerta quindi potrebbe anche suonare le campane?"


Queste ed altre frasi che si sentono, ci offrono l'occasione per dare qualche spiegazione a questo argomento complesso, eppure tanto importante: far celebrare la Messa per una intenzione. Tentiamo di fare chiarezza. Innanzitutto non si vuole cambiare le regole, semplicemente fare chiarezza nella consapevolezza che queste regole sono patrimonio della Chiesa dal Concilio Vaticano II ad oggi (forse potrebbe essere che non siano mai state comunicate con attenzione).

1. La Messa è sempre per tutti non solo per la comunità parrocchiale; ma per tutto il mondo perché è celebrare sempre la passione, morte e resurrezione di Gesù, che è reso presente oggi nel pane e del vino consacrati. Una Messa non può mai essere “per qualcuno”, perché Cristo è per tutti.

2. Nella tradizione cristiana, poco alla volta, è invalsa la prassi di partecipare personalmente alla Messa dando risalto a qualche avvenimento gioioso o triste della propria vita, in particolare ricordando le persone defunte. Di qui le "intenzioni": per i defunti, per ringraziare di qualche cosa, per un momento importante vissuto nella propria vita o nelle vita di una comunità e della Chiesa intera.

3. Quando si vuole dare un risalto pubblico a questa intenzione, la si fissa ad una data Messa, nel giorno e nell'orario stabilito. In questo modo è chiesto al sacerdote di offrire insieme al pane e al vino le intenzioni di tutta la comunità, mettendo in evidenza in modo particolare una situazione, una intenzione. Certe volte il motivo è evidente a tutti: per esempio due sposi che celebrano il loro matrimonio, o la richiesta di una famiglia di ricordare un proprio defunto. Altre volte invece non è evidente: per es. il ringraziamento al Signore per una grazia ricevuta, in questo caso si parla di intenzione "ad mentem", ossia rispetto a quanto è offerto segretamente e conosciuto dal sacerdote. È diffusa la cosiddetta "Messa in suffragio dei defunti", affinché la comunione e la solidarietà spirituale con i defunti sia concreta e la loro purificazione sia accelerata dalla preghiera dei vivi.

4. Prima del concilio Vaticano II non era possibile la concelebrazione, ossia più sacerdoti attorno allo stesso altare, e quindi ogni messa aveva una sola intenzione. Oggi è prassi pastorale concelebrare, segno di collegialità e comunione, ecco quindi che le intenzioni non sono legate alla messa, ma al sacerdote che presenta l'offerta e con essa l'intenzione di preghiera a Dio.

5. Il codice di diritto canonico invita il sacerdote ad accettare ogni intenzione, a prescindere dall'offerta in denaro che viene lasciata; essa non serve per pagare la messa, ma per contribuire ai bisogni del sacerdote e della chiesa.
Il sacerdote non tiene per sè l'offerta, ma viene messa nella cassa della comunità. Al sacerdote viene riconosciuto un contributo - che spetta al parroco consegnare - in base alle regole diocesane.
Per la nostra diocesi di Bergamo, il sinodo ha stabilità un contributo di € 13,00 e in ogni caso non superiore a € 15,00.
Nell'eventualità un sacerdote celebri più messe lo stesso giorno, il contributo della seconda intenzione viene dimezzato. L'avanzo dovrà essere registrato nella cassa della comunità come offerta.

6. Nella nostra Unità Pastorale, le intenzione si raccolgono esclusivamente in sagrestia rivolgendosi indistintamente al sacerdote presente, che provvederà a segnarlo sull'apposita agenda e a consegnare la relativa ricevuta.

7. Nel caso ci fossero molte intenzioni rispetto alle messe che vengono celebrate, il parroco può girare le intenzioni ad altri sacerdoti (prevalentemente vengono date ai missionari) perchè assolvano all'impegno assunto dalla parrocchia. Ovviamente occorre dare anche il corrispettivo secondo l'indicazione diocesana.

8. A volte una sola intenzione specifica più nomi. Questo perché l'offerente ha un forte legame con i propri defunti e preferisce specificarne i nomi. È nel cuore dell'offerente che si stabilisce il legame tra le persone per le quali si fa celebrare la Messa.

9. Nel giorno di domenica e nelle solennità, il Parroco dedica una santa Messa per tutta la comunità parrocchiale (viene indicata con la dicitura latina "pro populo"). Questa intenzione è senza offerta e rientra tra i doveri del parroco per la comunità che gli è affidata.

10. Rispondiamo telegraficamente alle domande iniziali, sulla base dei riferimenti fin qui presentati:

a. "Quanto costa una Messa?" - Si chiede una elemosina a discrezione dell'offerente. Se proprio si vuole un'idicazione, il sinodo ha posta una cifra indicativa di € 13,00.

b. "Vorrei una Messa da solo, senza altre intenzioni". - Il senso delle intenzioni legati alla liturgia Eucaristica ci sembra di averlo spiegato bene ai punti precedenti. Se ci fosse l'esigenza di abbinare più intenzioni può essere una attenzione nei confronti di tutti anche se è certamente da evitare l'accumulare molte intenzioni. In ogni caso per il sacerdote è come se fosse una sola intenzione.

c. "Posso aggiungere altri nomi alla Messa?" - Pensiamo valga la stessa risposta data poco sopra.

d. "Anche se non c'è più posto, non potrebbe fare un'eccezione?" - Quando detto fino ad ora pensiamo possa rispondere anche a questa domanda; in ogni caso occorre usare il criterio del "buon senso" sia per il fatto che sia opportuno rispondere di no, sia che possa essere possibile rispondere di sì. Pensiamo occorra il buon senso di comprendere le singole situazioni, valutandole con attenzione.

e. "Desidero l'intenzione della Messa proprio in quel giorno, perché è l'anniversario". - Se fosse possibile, più che volentieri! Ma non sempre può essere facile e possibile. È ancora una volta un discorso di "buon senso", consapevoleli del fatto che la messa non è un colpo di bacchetta magica.

f. "Ho pagato e quindi deve dire il nome del mio defunto". - Ricordiamo che la messa non è MAI UN FATTO PRIVATO e non SI COMPRANO LE MESSE. Rimandiamo a quanto presentato all'inizio di queste riflessioni.

g. "Ho fatto una buona offerta quindi potrebbe anche suonare le campane?" - Se si tratta di un'offerta, essa rimane segreta e "il Padre che vede nel segreto, ricompenserà"; quindi non è una questione di offerta e neppure di capriccio personale del parroco, ma è questione di rispetto delle scelte pastorali della comunità.


Parrocchia di S.to Stefano

Lunedì, Martedì, Giovedì, Venerdì: ore 8.00

Mercoledì: ore 20.00

Sabato: ore 8.00 - ore 18.00

Domenica: ore 7.30 - ore 10.30 - ore 17.30
*

a
Bisone alla Domenica ore 8.30

* sospesa da giugno a settembre


Parrocchia di S. Gregorio


Martedì e Giovedì: ore 17.00

Sabato: ore 20.00

Domenica: ore 10.00


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